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Omotetia: pantografo di Scheiner - Genesi tridimensionale della omotetia

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Omotetia: pantografo di Scheiner
Omotetia: secondo modello
Genesi tridimensionale della omotetia
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Nel modello fisico, le lastre rettangolari Π (trasparente) e Π’ rappresentano due piani paralleli.

La figura appartenente a Π’ si può considerare come ombra di quella giacente su Π, ottenuta per effetto di raggi luminosi (materializzati nel modello mediante fili tesi) provenienti da una sorgente puntiforme posta in O.

In generale, i raggi uscenti da O determinano una corrispondenza (biunivoca: prospettività con centro proprio) tra i punti di Π e Π’: ogni punto P di Π ha come corrispondente in Π’ la propria ombra P’.

Il meccanismo permette di sovrapporre i due piani con moto continuo, mantenendoli paralleli, evitando ogni rotazione dell’uno rispetto all’altro e conservando l’allineamento con O di ogni coppia P, P’ di punti corrispondenti (quest’ultima condizione richiede che, mentre i piani ∏ e ∏’ diminuiscono la loro distanza, anche O si sposti avvicinandosi ad essi in modo che il rapporto OP’/OP = k rimanga costante).

Genesi tridimensionale della omotetia



 

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