Prospettografo dell'Abate di Lerino

Questo strumento consente ad un operatore di realizzare l’ immagine prospettica di un oggetto senza osservarlo direttamente dal punto di vista prefissato. I raggi visuali sono materializzati con un filo teso fra un punto dell’oggetto e un gancio immobile in una posizione scelta arbitrariamente. Due aste rigide ruotano mantenendosi in un piano e vengono posizionate in modo da individuare il punto di intersezione fra il filo teso e il piano stesso ( che rappresenta il quadro). Ciò fatto, si toglie il filo; si dispone un foglio sul piano individuato dalle aste rigide; si ricopia su tale foglio il punto di intersezione fra le aste. Ripetendo l’operazione per diversi punti dell’oggetto è possibile costruirne l’ immagine prospettica.

La sovrapposizione tra il foglio su cui si disegna e il quadro è ottenuta con un dispositivo meccanico.

E’ chiaro che l’operatore non usa il suo occhio per guardare l’oggetto ma soltanto per controllare la correttezza delle sue operazioni: quindi egli non vede l’immagine prospettica che sarà disegnata. Lo strumento non riproduce ciò che viene osservato, ma ciò che si dovrebbe vedere dal punto di vista prescelto.

 

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