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Nel prospettografo, il quadro è perpendicolare al piano di terra. Dal punto di vista escono due fili: il primo, perpendicolare al quadro, congiunge punto di vista e punto principale; il secondo rappresenta il raggio visivo che genera, incontrando il quadro, l’immagine prospettica P’di un punto oggetto P collocato sul piano di terra. Dal punto oggetto esce una retta perpendicolare alla linea di terra: è noto che l’ immagine prospettica di tale retta passa per il punto principale (e ovviamente per P’)

Facciamo ora ruotare il quadro attorno alla linea di terra, e contemporaneamente ruotiamo anche il punto di vista in modo che la retta che lo congiunge al punto di stazione rimanga parallela al quadro. La prospettiva P’ di P resta invariata (teorema di Stevin).

Si può in questo modo sovrapporre il quadro al piano di terra (anche punto di vista e punto principale giaceranno allora su tale piano) in modo che P e P’ siano da parti opposte rispetto alla linea di terra. Si vede allora che P’ è intersezione di due rette appartenenti entrambe al piano di terra: quella congiungente P col punto di vista; quella congiungente il punto principale al piede della perpendicolare tracciata da P verso la linea di terra

 

 

 

 

 

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